Effetti delle radiazioni ionizzanti sull'uomo - Studio E Roma

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Radiazioni ionizzanti

EFFETTI BIOLOGICI DELLE RADIAZIONI IONIZZANTI

I danni al dna dovuti alle radiazioni ionizzanti
Quando una particella interagisce con le nostre cellule può danneggiarne il DNA; entro certi limiti le cellule sono in grado di autoripararsi, ma può anche succedere che il DNA sia così danneggiato che il sistema di riparazione non sia sufficiente, oppure il processo di riparazione produca degli errori. In questo caso il malfunzionamento delle cellule colpite e mal riparate può portare allo sviluppo di forme tumorali.

EFFETTI DETERMINISTICI

Effetti deterministici possono conseguire ad esposizioni del corpo intero oppure ad irradiazioni parziali.
L'esposizione dell'intero organismo (panirradiazione esterna o contaminazione interna) dà luogo a una sindrome molto grave legata a un danno irreversibile dei vari tessuti specie di quelli ad elevata proliferazione cellulare. Sono principalmente danneggiati il midollo osseo che mostra una depressione dell'ematopoiesi con conseguente pancitopenia periferica e le mucose dell'apparato digerente con conseguenti diarrea, emorragia intestinale, setticemia e shock; nei casi più gravi si ha un danno del tessuto cerebrale con coma e morte.

La prognosi dipende dalla dose assorbita:
  • dose assorbita superiore a 5-6 Gy: sopravvivenza impossibile
  • dose assorbita compresa tra 2 e 4,5 Gy: sopravvivenza possibile
  • dose assorbita compresa tra 1 e 2 Gy: sopravvivenza probabile
  • dose assorbita inferiore a 1 Gy: sopravvivenza virtualmente sicura

L'irradiazione dell'intero organismo con dosi più basse e refratte nel tempo determina invecchiamento precoce, riduzione della vita media degli esposti, alterazioni a carico della cute, delle gonadi, del midollo osseo, del cristallino. La cute presenta alterazioni distrofiche specie alle mani con appianamento dei solchi delle impronte dei polpastrelli, caduta dei peli, teleangectasie, formazione di verruche. A carico del sangue si possono osservare anemia cronica, leucopenia, piastrinopenia. A carico del cristallino può aversi cataratta.

Le irradiazioni parziali possono dare luogo ad un effetto acuto (che insorge immediatamente dopo l'irraggiamento) oppure a un effetto che insorge più tardivamente (per esposizione a piccole dosi per molto tempo). Quest'ultima modalità è quella che può verificarsi nell'esposizione professionale. L'irradiazione parziale con alte dosi interessa principalmente la cute e le gonadi. Le alterazioni cutanee sono rappresentate da eritema, bolle e desquamazione con formazione di ulcere. L'esposizione delle gonadi a dosi di 0,1-1 Gy provoca sterilità temporanea, dosi superiori a 5 Gy causano sterilità definitiva.

EFFETTI STOCASTICI

Gli effetti stocastici, cioè di natura statistica e casuale, si verificano quando una cellula, modificata dalla ionizzazione, conserva la capacità di dividersi, potendo dare luogo a una patologia neoplastica maligna. Per tali tipi di effetti non esiste una dose soglia.
Le neoplasie che con maggiore probabilità conseguono a esposizione cronica a radiazioni ionizzanti sono le leucemie e i tumori cutanei. Studi epidemiologici hanno inoltre evidenziato un aumento del carcinoma della tiroide dopo irradiazione esterna e/o dopo contaminazione con I 131. Allo stesso modo è stato riscontrato negli esposti un eccesso di neoplasie ossee e della mammella.

EFFETTI EREDITARI

Gli effetti delle radiazioni ionizzanti possono interessare, oltre al soggetto esposto, anche i suoi figli. Tali effetti sono conseguenti ad un danno indotto dalle radiazioni ionizzanti sul DNA delle cellule germinali oppure all'irradiazione del prodotto del concepimento durante la vita uterina.

Gli effetti genetici consistono in:
  • mutazioni geniche
  • aberrazioni cromosomiche.

Le mutazioni geniche possono essere di tipo dominante o recessivo; nel primo caso l'effetto si manifesta in tutti i discendenti, mentre nel secondo si evidenzia solo in una parte di essi.
Le aberrazioni cromosomiche possono essere strutturali (traslocazioni, delezioni) o di numero.

In caso di una esposizione del prodotto del concepimento durante la vita intrauterina ne può derivare:
  • morte dell'embrione o del feto;
  • malformazioni e alterazioni della crescita;
  • ritardo mentale;
  • induzione di tumori maligni;
  • effetti ereditari.


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